Il tempo non sarebbe nulla se non fosse veloce, prende tutto quello che tu abbia mai avuto e non ti dà niente in cambio. Questo passo permette di capire come il brano voglia trasmetterci come la vita sia effimera. Come le le cose materiali, ma anche quelle immateriali, possano essere portate via dal tempo in un secondo.

Il tempo forse non è solo nemico. Probabilmente è un amico, un compagno che vuole spingerci ad apprezzare quello che abbiamo. Ci lascia solo un letto freddo su una terra quieta, silente. La nostra vita è un po’ come una terra silenziosa, quindi una distesa di pensieri, di emozioni, che nel complesso provocano un grande rumore, ma allo stesso tempo un grande silenzio dentro di noi. Il protagonista ci racconta come ci sia una porta dentro a ogni cella, una perla dentro a ogni conchiglia. La conchiglia siamo noi, è la nostra interiorità, la nostra dimensione onirica e sensazionale che tende a chiudersi, ma che, al momento dell’apertura, rivela qualcosa di unico. In ogni situazione di difficoltà c’è sempre una via di fuga, o meglio, una via per affrontare i problemi. Il ritornello parla della difficoltà del condividere la vita con qualcun altro. La difficoltà della vita consiste proprio nell’affrontare i momenti insidiosi e di felicità con sincerità, con la sincerità di un bambino pronto a dare amore. La vita ci mostra chi siamo veramente. Ci aiuta, ci sostiene e talvolta ci riporta alla realtà. Ci riporta alla nostra vera identità, che è il regalo più prezioso. Troppo spesso oggi la nascondiamo, ci celiamo dietro a delle maschere, come secondo l’autore Pirandello, le quali devono essere abbattute, mediante la corsa al nostro rifugio. Il rifugio del nostro cuore, il rifugio dell’amore. La verità si nasconde negli atti, nella dialettica sincera e corretta, nel desiderio di essere ricordati. Come secondo Leopardi, il ricordo si manifesta nella memoria dei posteri. Perdere tutto ci porta a ricordare chi siamo. Il comprendere è la chiave per agire. Bisogna ricercare la corretta armonia tra pensiero, parola e azione. La caduta libera è il momento in cui dobbiamo trovare il cambiamento, girandoci, trovando un’altra prospettiva. I miti sono l’esempio più calzante per comprendere come osservare le cose da un’altro punto di vista ci permetta di descrivere meglio gli eventi. I miti si fondono con la religione, con la dimensione spirituale, a dimostrazione di come la ricerca della verità alla base del mondo abbia un lato più sognante, trasparente. Il mito può rappresentare un’utopia, un’eterotopia, ma sempre qualcosa di raggiungibile con la fantasia. Il nostro corpo è un mezzo, diventa un tramite mediante il quale possiamo raggiungere le porte del vuoto disegnano i nostri luoghi e paesaggi interiori. Questa è la memoria.

Il protagonista dice come egli non sia una persona a cui piace sprecare il tempo cercando un lato positivo. La felicità non esiste, è qualcosa di utopico, come la vita stessa. Possiamo solo perseguire la realizzazione, cercare la perfezione, senza mai raggiungerla. L’imperfezione è l’essenza stessa del mondo. E ciò lo rende il miglior posto concreto in cui stare. Chris Cornell ci dice di tenerci, prima di scomparire. Prima che tutto venga distrutto. Anche la distruzione appartiene a quest’ottica di perfezione, facendo parte di un disegno più ampio e rispetto a noi intangibile. L’amore ci salverà.


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