Un brano dalle sonorità innovative, con tratti grunge e indie che richiamano un rock fresco e coinvolgente. Il testo si presenta in contrasto con le melodie ricche di energia che caratterizzano la produzione. Con “Sinking Feeling”, i LEAP confermano di essere una delle realtà emergenti più interessanti del panorama rock alternativo. Il brano, tra atmosfere cupe e ritmi trascinanti, affronta il tema della caduta emotiva con grinta e autenticità. Le sonorità piene di energia contrastano con le parole ricche di delusione e sconforto, che diventa, improvvisamente, capacità espressiva.
C’è un momento in cui tutti ci sentiamo come se stessimo affondando. Senza speranza, senza parole, eppure pieni di forza. Ed è proprio lì che entra in gioco “Sinking Feeling”. Desidereremmo prenderci il nostro tempo, vivere l’attimo, eppure qualcosa sembra frenarci, impedire il processo di apertura emotiva che costituisce il fondamento delle relazioni sociali. Una richiesta di aiuto, per uscire dalle difficoltà dell’esistenza, per trovare quel senso di realizzazione che sembra allontanarsi sempre di più. L’impressione di affondare ci pervade, sprofondare nel corso degli eventi senza la possibilità di rialzarsi. L’impossibilità di esprimere le nostre emozioni ci porta alla fuga, in un circolo senza fine dove ci trasformiamo in prigionieri della nostra stessa identità. Pensare troppo, sentirsi sopraffatti… Concetti apparentemente negativi e pessimisti.
Il brano però non è soltanto questo. Il testo ci narra di una ricerca di amore, inteso come quell’elemento in grado di dare completezza all’esistenza, portando all’elevazione spirituale, all’idea di non essere soli. Personalmente, trovo che il brano porti un messaggio molto positivo, ma che a tratti “esageri” nel sottolineare la situazione di disagio che dà il via alla ricerca della positività. Il tutto è impostato come una richiesta di aiuto, a mio avviso lievemente romanzata, focalizzata sui sentimenti negativi. La fuga, la disperazione, sono concetti molto profondi, da analizzare con attenzione. Ritengo come non sia possibile parlare di depressione senza averla vissuta. Proprio per questo motivo, non mi addentro nelle possibili interpretazioni delle parole del testo. Chiaramente, con ciò non intendo dire che il testo sia “superficiale”, ma che potrebbe esplicitare maggiormente il momento di “risoluzione” del disagio. Lungi da me l’affermare che gli autori non abbiano compreso le possibili implicazioni di quanto affermato nel brano (il vissuto personale non è in alcun modo oggetto di indagine). Tuttavia, ad oggi, di sicuro, vi è in ambito filosofico-musicale una grande ricerca di espressione del disagio, spesso senza averlo compreso. Viviamo in un mondo dove il disagio stesso è “commercializzato”, messo in musica unicamente per attrarre chi la difficoltà l’ha vissuta, in prima persona. Il brano potrebbe farsi portatore di un messaggio di rivalsa, rivincita, ma, purtroppo, si focalizza su emozioni negative. Con ciò, intendo dire che il brano assumerebbe una valenza positiva unicamente nel caso in cui l’autore avesse realmente vissuto ciò che viene descritto. In caso contrario, sarebbe solo l’ennesimo esempio della corrente di pensiero assolutamente opinabile che caratterizza il mondo odierno, dove tutto è visto in ottica “trap”, con implicazioni negative nell’educazione dei più piccoli. Il brano, peraltro, parla dell’assunzione di “medicine”, a mio parere tema da non portare all’interno di un brano così carico di (apparente, ma comunque pervasiva) negatività. Ovvio, il significato è comunque potenzialmente molto costruttivo, ma solo previa un’attenta interpretazione. Spesso apprezziamo le produzioni fondando il nostro giudizio solo sulla musicalità, mentre l’aspetto semantico viene spostato, purtroppo, in secondo piano.
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