Una delle novità più interessanti del momento è sicuramente il “tone capturing”. Di cosa stiamo parlando? Con il termine “tone capturing”, intendiamo una tecnica che permette di replicare fedelmente il suono di un amplificatore o di uno stompbox (comunemente detto “pedale”) per riprodurlo in contesti dove la facilità d’uso e la portabilità sono essenziali. Il funzionamento si basa sulla capacità da parte di apposita strumentazione (generalmente software) di cogliere le caratteristiche timbriche di un determinato rig (la catena effetti/rack/amplificatore/send-return) e replicarle fedelmente. Il tone capturing non replica esattamente il comportamento dinamico interno dell’ampli, ma ne apprende la risposta dinamica e timbrica tramite modelli neurali o sistemi di profiling. Tale tecnologia risulta utilissima in ambiti studio, dove la praticità è fondamentale. Il vantaggio principale di quanto detto risiede nella possibilità di accentrare in un equipaggiamento molto ridotto più setup nella loro interezza. E’ così possibile memorizzare, nelle dimensioni contenute di uno stompbox, il suono di centinaia di altri pedali e amplificatori, che essi siano profilati da noi o da altri utenti. A tal proposito, è opportuno concentrare le nostre attenzioni sulle tecniche che rendono possibile tale tecnologia.

Generalmente, il tone capturing si basa, come già detto, sul “campionamento” (termine improprio, ma qui utilizzato a scopo di chiarezza) della timbrica del rig di cui vogliamo emulare il suono. Tale processo può essere effettuato mediante un software apposito (come TONEX di IK Multimedia – marchio utilizzato a puri fini didattici e illustrativi, senza alcuna affiliazione commerciale) e una scheda audio 2×2. Descriveremo il processo sulla base di alcuni sintetici step:

  1. Connettere la chitarra all’ingresso apposito (ad alta impedenza) della scheda audio
  2. Connettere il cavo USB (o FireWire, nei modelli meno aggiornati – marchio utilizzato a puri fini didattici e illustrativi, senza alcuna affiliazione commerciale) al computer su cui avviare il software di capturing/profiling
  3. Connettere un’uscita analogica allo stomp/re-amping box (quindi all’amp) che si desidera profilare
  4. In caso di profilazione di un amplificatore, posizionare un microfono (personalmente prediligo quelli dinamici, apprezzabili per la loro resistenza) in posizione opportuna in base alle caratteristiche, al numero di coni e al tono/equalizzazione che si desidera ottenere in fase di profilazione
  5. In caso di capturing di uno stompbox, connettere l’uscita del pedale all’ingresso inutilizzato della scheda audio
  6. Avviare il software

Importante notare come il tone capturing funzioni unicamente, nel caso di pedali, su effetti non modulanti (escludendo quindi chorus, delay, phaser, ecc.).

Giunti a tal punto è opportuno citare (senza alcun fine commerciale) alcune tecnologie diffuse per i fini descritti. Un primo esempio interessante, come già detto, è TONEX di IK Multimedia, che si integra peraltro con AmpliTube (software di modeling proprietario dell’azienda) e con ToneNet, una piattaforma di condivisione di preset (propria di IK Multimedia) tra utenti. E’ così possibile accedere ad emulazioni del sound di ampli e stomp storici e caratteristici. Il software TONEX consente di scegliere tra tre livelli di accuratezza del capturing, a seconda del tempo a disposizione e della capacità di elaborazione informatica di cui disponiamo. Personalmente, lo considero una tecnologia molto utile e pratica, anche se, chiaramente, non in grado di raggiungere la perfetta fedeltà sonora.

Una ulteriore soluzione è il Kemper Profiler. Si tratta di uno strumento molto potente per chi vuole portare con sé suoni di amplificatori reali senza trasportare fisicamente gli ampli, oppure per chi vuole registrare suoni di alta qualità con la flessibilità del digitale. È particolarmente apprezzato da chitarristi che usano diversi ampli o che vogliono condividere e usare suoni professionali con coerenza tra studio e palco.

Altre possibilità includono prodotti dei marchi Line 6 (Helix) e Neural DSP (Quad Cortex). Chiudiamo l’articolo ribadendo la nostra disponibilità a ricevere domande in merito. Alla prossima!


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