Brano tratto dall’album “Nirmod”, 1997. Oggi vi propongo un testo come sempre riflessivo, ma che ci apre ad apprezzare la positività racchiusa, spesso celata, nel corso del cammino della nostra vita, portando il concetto di bellezza oltre alla semplice filosofia. Il brano ci parla delle svolte e dei cambiamenti che spesso l’esistenza ci antepone, mettendoci di fronte alla necessità di intraprendere, di assumere decisioni in modo coscienzioso e, soprattutto, onesto.

“Another turning point, a fork stuck in the road”

Spesso, nel nostro cammino, siamo costretti a prendere decisioni. Siamo costretti a interrogare noi stessi circa le reali intenzioni racchiuse nel nostro modo di agire, portati a immaginare alternative e cercare vie risolutive. Le sfide quotidiane ci spronano a “reinventare noi stessi”, scoprire nuove identità nascoste diventando più forti. Il brano ci porta anche a riflettere circa il tema della vicinanza delle persone care. La vita non sarebbe costruttiva se non rappresentasse il massimo esempio di collaborazione, dove il sostegno reciproco diventa la più grande dote che ognuno di noi possieda. Il percorso dell’esistenza spesso è imprevedibile, ma, alla fine, giusto. Il tempo ci prende per mano e ci accompagna lungo vie spesso non costruttive. Sta a noi utilizzare il nostro spirito critico per non farci “trascinare”, prendendo coscienza della nostra identità e delle nostre potenzialità, amando noi stessi e gli altri. Quindi cerchiamo di ottenere il massimo da questa grande prova, senza chiederci il perchè. Sovente, infatti, la ricerca di una ragione ci porta ad allontanarci dalla via maestra, per poi semplicemente scoprire che una motivazione non esiste, o meglio, non è comprensibile all’essere umano. Dobbiamo riconoscere il nostro essere individui piccoli, inesperti, ma allo stesso tempo pieni di potenziale. La prova consiste a mio parere proprio nell’indirizzare tale dote verso l’apprendimento, per costruire nel corso del tempo una coscienza il più possibile “esperta”, sensibile ed emozionalmente matura.

“It’s something unpredictable

But in the end, it’s right

I hope you had the time of your life”

Idealmente, l’autore si rivolge a noi portandoci ad apprezzare la bellezza della vita, nonostante le difficoltà. Le parole “I hope you hai the time of your life” ci insegnano a cercare la positività anche nei percorsi più difficoltosi ed impervi. L’imprevedibilità racchiude il bello, e sta a noi vivere appieno ogni momento. Così prendiamo le fotografie e le memorie racchiuse nella nostra mente, le concretizziamo di fronte a noi e riviviamo quei momenti. Come disegni che prendono vita, contempliamo la bellezza vissuta, imparando ancora qualcosa di nuovo. Ogni attimo è una memoria da cogliere, sapendo che un istante non è mai uguale a un altro. Il testo è avvolto da un velo di nostalgia, ma allo stesso tempo gioia, riflessione e speranza. Speranza che i nostri desideri si avverino, certezza che chi ci è stato vicino torni ad abbracciarci e darci forza. E’ importante apprezzare il viaggio, e cercare di trovare il meglio in ogni momento speso. Ritengo come il testo sia molto adatto a un momento storico in cui la positività è dimenticata, e la “commercializzazione” dei sentimenti personali e altrui è il fondamento dei rapporti sociali. Così dimentichiamo l’importanza di cogliere l’attimo, perdendoci nella totale mancanza di empatia. “Good Riddance (Time of Your Life)” dei Green Day ci insegna a cambiare prospettiva, tornando a essere amici.


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